Storia di Barcellona

III sec. a.C.: fondazione di una città

Barcino (antico nome di Barcellona) fu fondata secondo la leggenda nel III secolo a.C. dal cartaginese Hamil Barca, padre di Annibale.

Conquistata dai romani nel 218 a.C., la città fu battezzata con il nome di Colonia Iulia Augusta Faventia Paterna Barcino e organizzata come un castrum (un campo militare fortificato), situato a Mons Taber, una collina dove oggi sorgono da una parte il municipio e dall’altra la sede della Generalitat (Plaça de Sant Jaume).

IV-X secolo: prime invasioni

Nel V secolo, all’inizio del declino dell’impero romano, i Visigoti conquistarono la città, seguiti dai Mori nell’VIII sec, dai Franchi guidati da Carlo Magno nell’801. Questi ne fecero la capitale del contado di Barcellona, saccheggiata in seguito da Al-Mansur nel 985.

XI-XVI sec: medioevo

A partire dal X secolo, per Barcellona iniziò un lungo periodo di prosperità grazie al suo primato nell’ambito del commercio nel Mediterraneo. Furono eretti sfarzosi edifici gotici e, tra il XIII e il XIV secolo, il cuore medioevale della città fu protetto da nuove cinte murarie.
Con l’ascesa della vicina Castiglia, però, le rotte commerciali si spostarono ben presto e, a partire dal XV secolo Barcellona entrò in un periodo di decadenza che durò a lungo.

1638-1652: rivolta catalana

In opposizione alle severe politiche repressive attuate da Madrid, alcune fazioni locali, conosciute come Els Segadors (i mietitori), si ribellarono. La lotta iniziò nel 1640 e si protrasse fino al 1652, quando i catalani e gli alleati francesi furono sconfitti.

1700: guerra di successione

L’opposizione dei catalani all’egemonia castigliana provocò spesso rivolte che raggiunsero l’apice durante la Guerra di successione (1702-1713), quando per errore la Catalogna si schierò al fianco del Regno Unito e dell’Austria contro Filippo V, il contendente francese al trono di Spagna. Il risultato fu la messa la messa al bando della lingua catalana e la costruzione di un enorme forte, La Ciutadella, per tenere sotto controllo i sudditi infedeli.
Solo verso la fine del ‘700 la situazione cominciò lentamente a migliorare.

XIX secolo: rivoluzione industriale

> Il boom dell’industria e il commercio con l’America, iniziato solo alla fine del ‘700, rinvigorirono la città. La rivoluzione industriale spagnola, inizialmente basata sul cotone, iniziò proprio a Barcellona e fu seguita presto dallo sviluppo delle industrie del vino, del sughero e del ferro.
Tra gli anni ’40 e ‘40, il Romanticismo ridestò l’interesse per la cultura e la lingua catalane, che stavano per scomparire.

1888-1929: la Renaixença

Il nuovo benessere, rappresentato dalle Esposizioni Universali del 1888 e dei 1929, diede il via alla Renaixança (Rinascimento) catalana, una specie di crociata condotta da poeti e scrittori locali per diffondere la lingua della loro gente.
Più o meno contemporaneamente nacque un forte movimento nazionalista.

1929-1931: le rivoluzioni

All’inizio del XX secolo a Barcellona vi fu un vero e proprio boom demografico: la popolazione passò da 115.000 abitanti nel 1800 agli oltre 500.000 nel 1900, per superare il milione nel 1930
Fra lavoratori, nazionalisti, comunisti, fascisti spagnoli, realisti, anarchici e repubblicani era diffuso un forte malcontento. Nel 1909, le proteste contro la guerra in Marocco sfociarono nella Semana Tràgica (settimana tragica).

1931-1936: la Repubblica Anarchica

Nel 1931, al sorgere della Seconda Repubblica Spagnola, i nazionalisti catalani proclamarono una repubblica all’interno di una ‘Federazione Iberica‘: la Catalogna ottenne velocemente una vera e propria autonomia, dopo la vittoria delle elezioni politiche di febbraio 1936 da parte del partito di sinistra, il Fronte Popolare. Per circa un anno, gli anarchici rivoluzionari e il POUM (il Partito di Unificazione degli Operai Marxisti) governarono la città.

1936-1975: la guerra civile e Franco

Allo scoppio della guerra civile nel 1936, i lavoratori e i militanti di Barcellona riuscirono per un po’ a contenere l’esercito golpista. La città, ultima roccaforte dei repubblicani, fu presa dalle truppe di Franco nel gennaio del 1939 e la guerra finì pochi mesi dopo. Ebbe inizio una dura repressione, tra cui l’abolizione della lingua catalana e della danza popolare chiamata sardana, e, invece di sottostare a Franco, migliaia di catalani abbandonarono il paese passando dal confine con la Francia e da quello con Andorra.

1975 e anni ’80: verso la democrazia

La morte di Franco nel 1975 ridestò il movimento indipendentista catalano: la lingua catalana fu riabilitata e fu fondata la Generalitat, una specie di Parlamento locale, intorno al quale ancora oggi la gente si riunisce più volte a settimana per danzare la sardana.
Con l’entrata in vigore della nuova Costituzione spagnola, la Catalogna ottenne l’autonomia regionale. Il primo governo catalano fu eletto nel 1980.

1992 – Oggi: le Olimpiadi e oltre

Barcellona sali alla ribalta internazionale nel 1992 con i Giochi Olimpici, in occasione dei quali la città ha potenziato tutte le infrastrutture, la metropolitana, le aree portuali, la rete ferroviaria e l’aeroporto, dando straordinario impulso al sempre più importante turismo.
Oggi, Barcellona ha un orientamento politico socialista e si definisce sia spagnola che catalana.

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